Abstract
L’articolo indaga il ciclo decorativo realizzato da Giorgio Vasari in San Michele in Bosco a Bologna alla luce sia della congiuntura cronologica di realizzazione, sia delle dinamiche di committenza. Questi elementi risultano di particolare rilevanza poiché se da un lato Vasari, già durante il soggiorno bolognese, rifletteva sull’impianto delle Vite, dall’altro la committenza dell’abate Filippo Serragli apre la strada ad una possibile influenza delle correnti riformiste della Chiesa di Roma nella scelta del tema iconografico, l’Apocalisse, e delle fonti visive di riferimento. L’indagine, pertanto, tenta di ricostruire il modus operandi dell’artista attraverso un’analisi compartiva della decorazione e delle sue fonti visive, con l’intento di illuminare la strettacomplementarità che in quel momento vi era tra la produzione artistica dell’aretino e le sue prime considerazioni storiografiche.

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