Abstract
L’articolo propone la trascrizione completa e commentata della vita del pittore Bartolomeo Cesi (Bologna, 1556-1629) negli Scritti originali di Carlo Cesare Malvasia, preparatori della Felsina pittrice (Bologna, Archiginnasio, Ms. B 16, cc. 207r-212r). Si fa riferimento all’opera completa dell’artista con rimandi alla bibliografia più recente. Questo testo rivela elementi nuovi, come la tecnica per la realizzazione degli affreschi, l’aspetto del suo stemma familiare e quello di una sua decorazione andata perduta, nella chiesa di Santa Maria del Soccorso a Bologna. Sono poi segnalate due opere che testimoniano la fortuna di Cesi, di cui una realizzata in Belgio, sul tema della Madonna gravida. Più di tutto sorprende un’opinione dei Carracci, per cui Cesi era il migliore nel raffigurare i «panni»: ciò apre una riflessione sul rapporto tra il pittore, l’arte dopo il Concilio di Trento e Guido Reni.

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