Abstract
L’articolo prende spunto dal recente volume di Amalia Salvestrini, L’artefice nel pensiero medievale, per delineare un’estetica medievale che integri una metafisica del Bello, una comprensione delle pratiche artigianali e una critica del gusto, secondo il contributo specifico della scuola francescana. La prima parte del libro esplora la storia culturale dell’artefice divino e umano nelle Scritture, nella filosofia e nella retorica. La seconda parte si concentra sulla costituzione filosofica dell'artefice nel pensiero di Bonaventura, Olivi, Duns Scoto e Ockham. Viene approfondito il rapporto tra arte e teologia, esaminando la valorizzazione delle arti meccaniche nella prospettiva francescana e la considerazione della dignità del singolare. Si offre inoltre una riflessione sulla fruizione estetica, collegando il piacere all'adesione alla bellezza ideale, e sottolineando la visione positiva del creato.

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