Abstract
Il contributo indaga la venerazione artistica e letteraria che papa Urbano VIII riservò a Matilde di Canossa, esaminando come la sua eredità sia stata impiegata per rafforzare l’autorità papale nel corso del suo pontificato. Attraverso l’analisi degli affreschi nella Sala della Contessa Matilde, del monumento sepolcrale e della produzione poetica di Urbano VIII, lo studio mette in luce le intersezioni tra arte, letteratura e politica. Evidenziando le relazioni tra tali opere e la Vita Mathildis dell’XI secolo, la ricerca fa emergere continuità e trasformazioni nella rappresentazione della figura medievale, offrendo uno sguardo su come il passato venisse mobilitato per informare e orientare il presente. Alla luce dei paralleli tra le vicende di Matilde e le difficoltà politiche di Urbano VIII, la rappresentazione della contessa può essere letta come un segno programmatico di fedeltà e protezione della Chiesa, in linea con le battaglie ideologiche del pontificato.

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