Abstract
Il contributo esamina un aspetto meno indagato dell’opera di Carlo Maratti (1625- 1713) concentrandosi sulla sua attività di inventore di frontespizi e illustrazioni librarie. Fin dagli anni cinquanta del Seicento l’artista collaborò con ambienti colti romani, fornendo disegni tradotti su rame dai principali incisori italiani ed europei attivi a Roma. Il saggio ricostruisce tali collaborazioni contribuendo a far emergere il ruolo di Maratti nella traduzione figurativa di soggetti teologici, celebrativi e antiquari, rivelando un artista pienamente inserito nella produzione editoriale e nei circuiti intellettuali della Roma tra Sei e Settecento.

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Copyright (c) 2025 Simonetta Prosperi Valenti Rodinò